martedì 28 febbraio 2017

Le stelle marine hanno gli occhi ?

Ebbene si.  

Le stelle marine possiedono occhi poco sviluppati,  che gli permettono di orientarsi.

Secondo lo studio di Anders Garm (Biologo marino), le stelle marine hanno occhi sulla punta di ogni braccio. 



Essi sono in grado di percepire immagini a bassa risoluzione. 
A seconda della specie, gli occhi delle stelle marine, hanno da 50 a 200 ommatidi, ciascuno con diversi fotorecettori.
Gli occhi composti da gruppetti di cellule fotosensibili consentono all'invertebrata di coprire 210° in orizzontale e 170° in verticale cosi da permetterle una visione quasi completa di ciò che le sta intorno. 



Non possedendo lenti, la qualità delle immagini deve essere pessima (intorno a 200px) ed avendo solo una proteina fotosensibile il loro mondo appare monocromo.

venerdì 12 settembre 2014

ZANZARE: Lo sapevi che....

1) Esistono almeno 3000 specie di zanzara, di cui 70 presenti in Italia. Non tutte attaccano l'uomo: la maggior parte preferisce uccelli, anfibi e invertebrati.


2) Solo le femmine fecondate mordono, perché il sangue è ricco di proteine necessarie allo sviluppo delle uova. I maschi? Preferiscono dedicarsi al nettare dei fiori.

3) La saliva delle zanzare contiene un anticoagulante che permette loro di succhiare il sangue più facilmente e induce una risposta allergica da parte del nostro sistema immunitario (il pomfo).

4)  Le zanzare hanno un debole per i bevitori di birra e di alcolici in generale. Forse perché chi ne assume produce maggiori quantità di acetone, etanolo e metanolo attraverso il sudore. In generale comunque sono attratte dall'anidride carbonica, liberata dal respiro e dalla pelle, e dall'acido lattico, che riescono a percepire fino a 30 metri.

5) Il ronzio è dovuto al rapido batter d'ali (da 300 a 600 volte al secondo). Secondo alcuni esperti sarebbe un richiamo amoroso: attirata dal ronzio del maschio, la zanzara femmina comincia a imitarlo, cercando di raggiungere la stessa tonalità per entrare in sintonia. Anche questo è amore.

6) Non è vero che sono inutili, come verrebbe voglia di dire! Le specie Aedes impiger e Aedes nigripes (per fare giusto un esempio), diffuse in Canada e Russia, forniscono un'importante risorsa di cibo agli uccelli migratori: in effetti molte specie arricchiscono la dieta di insetti, uccelli, anfibi e pesci. Conosciamo anche almeno due orchidee del genere Platanthera che ricevono il polline dalle zanzare... In natura nulla è inutile: tuttalpiù ne ignoriamo lo scopo.

7) Un adulto di zanzara vive al massimo 5/6 mesi, senza allontanarsi troppo dal focolaio. Ma ci sono anche zanzare girovaghe: quelle delle paludi salmastre per esempio possono viaggiare per 150 km.

8) Sono gli animali che mietono più vittime al mondo, perché trasmettono la malaria che ogni anno, solo in Africa, secondo la rivista Lancet, uccide 1,2 milioni di persone.

9) Le zanzare il pomeriggio sono meno attive: fa troppo caldo e preferiscono starsene al fresco in attesa della sera.

10) Amano il nero, odiano il bianco. Studi condotti tra il 1938 e il 1955 hanno dimostrato che le zanzare hanno una preferenza per chi indossa abiti dai colori scuri. Il nero soprattutto, seguito dal rosso e dal blu. Mentre troverebbero poco attraente il bianco. Ma non vale per tutte le specie.

11) La cosa che detestano di più? L'olio estratto dall'erba gatta che, secondo alcuni studi, sarebbe persino più repellente del deet (dietiltoluamide), considerato uno degli insetto-repellenti più efficaci.

giovedì 17 luglio 2014

Qual è stata la prima foto ritoccata in Photoshop?

jennifer-in-paradise
Un passaggio del primo fotoritocco della storia, in una ricostruzione.|Adobe
Il titolo Jennifer in Paradise sembra quello di un film: se non fosse che Jennifer è reale: è la moglie di John Knoll, uno dei creatori di Photoshop. E senza volerlo è entrata nella storia della fotografia.
La foto che le scattò il maritò nel 1987 a Bora Bora, Jennifer in Paradise, è infatti la prima immagine in assoluto ad essere stata ritoccata con il celebre programma di fotoediting. Knoll la utilizzò per spiegare la sua nuova idea all'Adobe: un software in grado di modificare le immagini, simile a quelli usati per il cinema.